Sprint 26 Marketing

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Non importa cosa la gente dica o pensi. Se parlano di noi va comunque bene. Basta che se ne parli! Se sei d’accordo con questa affermazione il mio consiglio è di non partecipare allo Sprint che mi vedrà protagonista. Da anni infatti combatto questo modo di pensare (e di agire) che tanti falsi profeti diffondono sotto mentite spoglie come arido seme di un marketing che non ha alcun senso di esistere. Hai presente il famigerato “instant marketing” che moltissime aziende, per mezzo dei propri “socialmediaqualcosa*” diffondono urbi et orbi sui social, in maniera continuativa, massiva, logorroica? Ecco, sappi che il 97,2% di quelle pubblicazioni sono inutili o addirittura controproducenti. Ma allora se non funzionano per quale motivo continuano ad utilizzarle? Certo, la domanda sorge spontanea, lo comprendo. Per questo dedicherò una parte rilevante del mio Sprint a queste tematiche. Posso anticiparti questa cosa: sai come fanno le agenzie di pubblicità mediamente ad acquisire clienti? Te lo spiego molto sinteticamente, ipersemplificando il concetto. Comprano i responsabili dell’ufficio marketing (o in caso di PMI direttamente l’imprenditore), riempendo il loro EGO. Quando tutti parlano della tua pubblicità il tuo ego ne risente positivamente. I venditori di emozioni lo sanno e spingono sull’acceleratore in quel senso. Ti riempiono la casella email di report dove compaiono “like, share, engagement...”, ti accontentano dal lato dei numeri, confondendoti le idee. Quei numeri non significano nulla! Si tratta infatti di sciocche “vanity metrics”, che già dal nome dovrebbe esserti semplice capire a cosa servano. Gli unici indici ai quali una PMI deve far riferimento hanno davanti un indicatore essenziale e deve per quanto possibile essere accompagnato dal segno “+”. Questo indicatore si manifesta così: € e sta a significare quanti Euro ti sono tornati indietro dalle campagne che hai fatto. Tutto il resto è semplice fuffa che serve ad arricchire soltanto l’agenzia che hai incaricato di lavorare per te. Sono anni che mi rincorrono questi fuffamarketer. In particolare dal momento in cui ho dato alle stampe il libro “La Grande Truffa della Pubblicità”, dove svelo ai lettori tutti gli sporchi trucchi che questa gente usa per alleggerire il portafogli degli imprenditori. Mi attaccano e cercano di denigrare il mio lavoro di ricerca, che affonda le radici nel pensiero dei maggiori maestri del passato. Claude C. Hopkins, Rosser Reeves, David Ogilvy, Bill Bernbach, Giancarlo Livraghi… Gente alla quale fumavano gli attributi e che per poterli studiare ed approfondire bisogna rinunciare a gran parte del proprio tempo. Non è certamente un’impresa alla portata di tutti, ne sono consapevole. Tieni a mente questo: la tua pubblicità non deve emozionare un pubblico indiscriminato. Deve emozionare 100, in una scala da 0 a 100 solo ed esclusivamente il tuo pubblico target. Le pubblicità di Coca Cola, Nike, Apple, vanno bene per loro. Non possono andare bene per una PMI o ancor meno per una microimpresa. Quando verranno a proporti di acquisire like e condivisioni, ora sai cosa fare.

 

Buon lavoro.

Cosimo Errede